~ Fiabe originali ~

Lo squalo che si era perso


C’era una volta un piccolo squalo di nome George, che era andato a fare una vacanza con i suoi amici. Era una estate molto molto calda, e anche nell’acqua del mare si sentivano i raggi del sole…e scottavano!


Cosi’ George e i suoi amici decisero di andare in vacanza in montagna, sperando di trovare un po’ di fresco. Appena scesi dal treno videro un torrente che finiva in un bellissimo lago argentato. In un attimo lasciarono le valigie e si buttarono nelle fresche acque per raggiungere il fondo del laghetto.

George fu l’ultimo a tuffarsi perche’ era un po’ freddoloso, e a dire il vero lui nemmeno ci voleva andare cosi’ lontano da casa e dal suo mare caldino…cosi’ prese il coraggio a quattro mani, anzi a quattro pinne, e si butto’ nel torrente che scorreva veloce.

Ma siccome era un po’ fifone, oltre che freddoloso, si fermava ad ogni sasso, curva o strana pianta che vedeva lungo il fiume, fino a quando perse di vista i suoi amici. Stava diventando buio e George aveva paura di non trovare piu’ la strada per il mare e di non vedere piu’ le sue amiche conchiglie, il polipo e gli altri compagni di giochi.

Allora si mise a piangere, ma piano piano perche’ temeva che qualche strano animale, sentendolo, sbucasse dall’acqua per mangiarselo intero. Dopo un’ora di pianto, senti’ un colpetto sulla coda…poi un altro, e quando si giro’ vide una trota rosa che lo guardava arrabbiata.


“Con tutte quelle lacrime stai facendo diventare l’acqua salata! Lo sai che alle trote serve acqua dolce, altrimenti ci grattiamo tutto il tempo. Smetti di piagnucolare e togliti dal mio torrente!”

Ma l’unico effetto che ebbe fu che George inizio a piangere ancora piu’ forte, ormai piangeva a dirotto e sembrava che dai suoi occhietti uscissero delle cascate di lacrime.

“Non ci siamo proprio” si inteneri’ la trota “Dimmi un po’ cosa ti e’ successo, cosi’ cerchiamo di sistemare le cose e forse smetterai di piangere come un trotino appena nato”

“Mi sono perso” disse George “e non so dove sono i miei amici, ho freddo e quando sara’ buio non potro’ nemmeno vedere dove sono, e qualche mostro del fiume mi mangera’!”

“Oh santa trota, qui c’e’ un gran lavoro da fare perche’ questo squaletto smetta di piangere e ritrovi i suoi amici prima che faccia sera” penso’ la trota. E si mise a tessere un cappotto per lo squalo usando dell’erba del bordo del fiume. Alla fine lo diede a George che un po’ rincuorato se lo mise addosso: ora era diventato uno squalo verde!

Ma in quel momento non gli importava di che colore era, voleva solo trovare i suoi amici e tornare a casa con l’ultimo treno. Cosi’ la trota lo accompagno’, con molta pazienza, verso il laghetto. Superarono curve insidiose e piccole cascatelle (e George urlava di paura ogni volta),e intanto la trota chiedeva a George com’e’ il mare, che animali ci sono, come sono i pesci che lo abitano e le persone che vanno in vacanza li’.

Era molto diverso dal mondo della trota, dai fiumiciattoli freddi e i laghetti di montagna, e cosi’ interessante e curioso…George non smetteva di raccontare: c’erano tante conchiglie, l’acqua sapeva di sale, ed era blu blu blu dove abitava lui. I suoi amici erano il polipo, la stella marina, la sogliola e il cavalluccio marino: li descriveva alla trota con tutti i colori che avevano, i loro discorsi, quello che mangiavano e che gioco preferivano fare.

Fino a quando videro in lontananza il laghetto argentato.


“Ci siamo!” grido’ lo squalo “adesso bastera’ chiamare i miei amici e finalmente potro’ tornare al mare”.

Cosi’ fece, e i suoi amici nuotarono veloci per andarlo a trovare, ma quando gli passarono di fianco senza vederlo inizio’ a preoccuparsi. “Ci conosciamo da tanto tempo, e non mi riconoscono piu’ dopo qualche ora di lontananza?” si domandava George.

Poi la trota paziente gli spiego’ “Non ti riconoscono perche’ hai il cappotto di erba che ti ho fatto, testone! Se sei verde non sei il loro amico, e non ti passano accanto senza vederti!”. Cosi’ George supero’ il freddo e la paura, e si tolse il cappottino di erba.

“Dove ti eri cacciato George? Ti abbiamo cercato in lungo e in largo per tutto il lago, fra poco parte il treno per tornare a casa e se lo perdiamo dovremo dormire qui e aspettare quello di domani mattina!”

“Non voglio nemmeno pensarci” disse George “ho gia’ abbastanza paura cosi’, e ho freddo e fame. Voglio tornare a casa”

Cosi’ si diressero tutti insieme verso le valigie che avevano lasciato vicino al torrente, e salutarono la trota “Grazie amica trota, senza di te sicuramente George starebbe ancora a piangucolare nel torrente!”

“Mi avete raccontato cosi’ tante belle storie sul mare, che ho deciso di venirci con voi! Voglio vedere questo posto magnifico con tutti i colori dei pesci e la sabbia che non ho mai toccato…”

E fu cosi’ che la trota e George diventarono amici e ogni estate la trota andava a trovare gli squali al mare per fare un po’ di vacanza e divertirsi in compagnia.

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