~ Fiabe originali ~

Il drago con il singhiozzo


C’era una volta un draghetto un po’ monello, il suo nome era Tatu’ e gli piaceva fare dispetti ai suoi amici del bosco: si nascondeva dietro un albero e poi puffffffffffffffffff soffiava un piccolo fuoco dalla sua bocca e bruciava la coda allo scoiattolo. Un’altra volta invece volava su un albero alto e appena vedeva passare il formichiere che andava a caccia di formiche lanciava una fiammata che gli bruciava la lingua e non poteva mangiare per un giorno intero. 

 
Ma nonostante queste bricconate, gli animali del bosco gli voleva bene: un po’ perche’ era cosi’ strano e diverso da loro, e un po’ perche’ sapevano che in fondo era buono, lo avevano visto aiutare tante volte i viaggiatori che si erano persi nel bosco. Infatti quando scendeva il buio e Tatu’ vedeva che qualcuno non trovava piu’ la strada, accendeva un piccolo fuoco vicino ad una casetta che conosceva solo lui, cosi’ che le persone che si erano perse potessero trovare la strada per la casetta e riposarsi fino al giorno dopo per ritrovare la via con la luce. Ma un giorno, mentre stava giocando a nascondino con lo scoiattolo, la volpe, il merlo e il formichiere, tutto ad un tratto gli venne il singhiozzo, un singhiozzo forte forte…solo che il singhiozzo per i draghi e’ un po’ particolare. Loro, poverini, quando singhiozzano mandano fuoco e fiamme ogni volta!
 Hic, puffffffffffffffff Hic, puffffffffffffffff Hic, puffffffffffffffff 
 Il povero Tatu’ non riusciva a smettere di singhiozzare e tutti i suoi amici erano scappati spaventati: lo scoiattolo aveva tutta la coda bruciacchiata, come la volpe, e cosi’ lo avevano lasciato solo con il suo singhiozzo e il fuoco che usciva dalla sua bocca senza controllo. Solo una piccola tartaruga era rimasta li’ vicino, e ogni volta che al draghetto scappava uno starnuto, lei si ritirava nel suo guscio che non si bruciava ma si anneriva solo un po’. Aveva visto che Tatu’ non capiva cosa gli stava succedendo e voleva aiutarlo “hai provato a trattenere il fiato per un po’?” gli disse. “Ho provato, ma poi devo respirare! E quando lo faccio mi ritorna il singhiozzo e ricomincio a sputare fuoco a destra e a sinistra!” piagnucolo’ il piccolo drago. Allora la tartaruga che anche se giovane era gia’ molto saggia, gli preparo’ un bicchiere di acqua e zucchero e gli disse di berla a testa in giu’…ma era troppo difficile e la cresta sulla testa del drago non si poteva certo togliere. Quindi anche quel rimedio non funzionava, e il singhiozzo era sempre piu’ forte. Intanto Tatu’ non riusciva a stare fermo, continuava a camminare agitato e lanciava fiamme sempre piu’ grandi “Ho una idea!” disse la tartaruga “Seguimi, ti porto in un posto speciale” Ormai Tatu’ pensava che non gli sarebbe mai passato il singhiozzo, si immaginava con sua moglie draghetta al matrimonio, lei con un vestito resistente al fuoco, e nessun amico avrebbe partecipato per paura di essere bruciacchiato, e poi i loro bambini draghetti avrebbero sempre dovuto portare vestiti anti-fuoco…e cosi’ diventava sempre piu’ triste. Decise quindi di seguire quella matterella della tartaruga, che non era ancora scappata da lui ed era la sua ultima speranza. Camminava un po’ sovrappensiero, e ogni tanto sobbalzava hic, puffffffffffffffffffff e sputava fuoco…fino a quando urlo’ fortissimo e salto’ indietro spaventatissimo. Una lunga fila di formiche gli stava davanti, e camminava ordinatamente per andare al formicaio, e lui era terrorizzato dalle formiche! “Ahhhhhhhh, tarta ho paurissima delle formiche, lo saiiiiiiiiiiiiii! Perche’ mi hai portato qui? Non bastava il singhiozzo? Ora anche questi mostri??” e continuava a lamentarsi e a gridare spaventato La tartaruga lo sapeva, e rideva sotto i baffi: erano gia’ dieci minuti che Tatu’ si lamentava e gridava per le formiche e niente singhiozzo! La paura delle formiche glielo aveva fatto passare all’istante, proprio come la tartaruga aveva immaginato. Quando il draghetto se ne accorse, si fermo’ un attimo aspetto’ ancora un po’ per vedere se era veramente passato, e poi si mise a ridere con tutta la pancia e rotolando per terra. “Cara amica tarta, sei proprio una furbetta! Grazie per avermi liberato da questo terribile singhiozzo, anche se pochi minuti fa volevo mangiarti per la paura che mi hai fatto prendere con queste formiche” E fu cosi’ che i due diventarono amici per la pelle, e ancora oggi che sono vecchi si divertono a ricordare quel giorno davanti al caminetto con una coperta sulle gambe perche’ nella foresta fa freddo d’inverno.

1 Mi piace
© ZIARIO.IT - Il materiale contenuto in queste pagine è di proprieta' di Ziario.it. Ogni utilizzo diverso da quello di consultazione privata è vietato senza previa autorizzazione.