~ Fiabe originali ~

La fiaba di Turandot


C’era una volta in Cina un Imperatore che aveva una bellissima figlia, di nome Turandot.

L’Imperatore avrebbe voluto che la principessa trovasse uno sposo, ma lei era tanto bella quanto gelida e orgogliosa, e diceva che sarebbe stato degno di lei solo quel principe capace di dare la risposta giusta a tre indovinelli, ma chiunque avesse dato la risposta sbagliata sarebbe stato condannato a morte!

Questo non scoraggiò comunque i moltissimi pretendenti di Turandot, perché erano tutti convinti che la sua bellezza valesse il rischio. E rischiarono e persero la vita in molti, perché nessuno riusciva a sciogliere i suoi tre indovinelli:

1) Nella notte buia vola un fantasma luccicante che apre le ali sul mondo, tutto il mondo lo chiama ma il fantasma svanisce all’alba e rinasce nel cuore, ogni notte e ogni giorno: che cos’è?

2) Brilla come una fiamma ma non è una fiamma, se ti perdi o muori si raffredda, se sogni l’avventura si riscalda: che cos’è?

3) È il gelo che ti dà calore, è bianca ma oscura, può farti Re e anche molta paura: che cos’è?

Ma un giorno un cavaliere sconosciuto giunse alla reggia dell’Imperatore per sottoporsi alla prova di Turandot. Il cavaliere diceva di essere un principe, ma non voleva svelare il suo nome. Sia i dignitari di corte, sia il suo vecchio padre, Timur, e la sua fedele ancella Liù gli consigliarono di lasciar perdere, era troppo pericoloso… Ma il principe era rimasto affascinato dalla gelida principessa e volle comunque provare.

Nel grande salone del palazzo dell’Imperatore, Turandot gli sottopose il primo indovinello:

«Nella notte buia vola un fantasma luccicante che apre le ali sul mondo, tutto il mondo lo chiama ma il fantasma svanisce all’alba e rinasce nel cuore, ogni notte e ogni giorno: che cos’è?»

«È la speranza!», rispose il principe ignoto.

Era la risposta esatta! Allora Turandot gli sottopose anche il secondo indovinello:

«Brilla come una fiamma ma non è una fiamma, se ti perdi o muori si raffredda, se sogni l’avventura si riscalda: che cos’è?»

«È il sangue!», rispose ancora il principe.

Turandot fu di nuovo stupita dalla risposta esatta! Gli sottopose quindi l’ultimo indovinello:

«È il gelo che ti dà calore, è bianca ma oscura, può farti Re ma anche molta paura: che cos’è?»

Il principe sembrò esitare, ma poi rispose: «È Turandot!».

Tutti i sudditi dell’Imperatore esultarono, ma la principessa, disperata, non poteva credere a ciò che era accaduto: quel cavaliere misterioso aveva sciolto i suoi enigmi!

Il principe mostrò allora pietà per l’altezzosa principessa, e le offrì una rivincita: se entro l’alba fosse riuscita a scoprire il suo nome, lei sarebbe stata libera e lui sarebbe morto di dolore, ma se non l’avesse scoperto avrebbe dovuto mantenere la promessa, sposandolo.

Turandot passò la notte cercando di scoprire il nome del principe, mandando le guardie a bussare e a chiedere a ogni porta. Le guardie trovarono Timur e la giovane Liù e li condussero al cospetto della principessa, per provare a costringerli a rivelare il nome del principe… Ma non c’era più tempo, stava ormai per giungere l’alba! Il principe ignoto si avvicinò allora a Turandot e con un bacio riuscì a sciogliere il suo cuore di ghiaccio, rivelando poi solo a lei il suo nome: Calaf.

Nel salone dell’Imperatore, tutti attendevano che Turandot svelasse il nome del misterioso cavaliere, per sapere cosa sarebbe stato di lui, ma la principessa, ormai non più gelida e altezzosa, dichiarò: «il suo nome è Amore!».

Quel giorno Turandot sposò Calaf e vissero insieme, felici e contenti.

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